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domenica 18 settembre 2016

Intervista a Paolo Vicidomini di Huw Evans



An interview with Paolo Vicidomini
Posted on 11/02/2016 by Huw Evans


http://finespangledsort.com/vicidomini-part-1/

http://finespangledsort.com/vicidomini-part-2/





Chiunque   abbia qualche contatto con gli allevatori di Lizard in Italia sarà sorpreso di quanto siano giovani. Uno dei più giovani e più di successo è Polo Vicidomini . Non è ben conosciuto in Gran Bretagna ma merita di esserlo . Potete conoscerlo meglio , e guardare la qualità dei suoi uccelli , nell’intervista di Angelo Citro.

Da Quanto tempo allevi canarini? E da quanto tempo allevi i lizard?
Mi chiamo Paolo Vicidomini ed abito a Montecorvino Rovella, un piccolo borgo medievale della provincia di Salerno. Ho meno di 30 anni, sono laureato in economia e commercio e sono commercialista in Salerno. Ho cominciato ad allevare  nel 2009, da allora allevo e seleziono esclusivamente lizard.
Cosa ti ha  attratto per la prima volta nel lizard per convincerti ad allevarlo?
Semplicemente perché ho sempre considerato il lizard una specie, non un semplice canarino. La sua immutata tradizione secolare fa di lui un canarino unico nel suo genere.
Dove hai comprato le tue prime coppie?
Ho comprato le mie prime coppie nel negozio di articoli per l’ornitologia di Massimo Sconza nel 2009. L’anno successivo ho inserito una coppia del ceppo del Dott. Angelo Citro ed una femmina argento dell’amico Paolo Leone. Dal 2011 accoppio in consanguineità.
CCSC Campione Italiano Lizard Argentato 2015

Quante paia di lizard accoppi ogni anno?
Otto coppie
Quanti lizard ottieni ogni anno?
In media 35/40 lizard.
Ci racconti un po’ come allevi, le ore di luce, il  tipo di gabbie usi, i nidi ecc?
Allevo a luce naturale. A Febbraio inizio la preparazione dei riproduttori.
Posiziono i maschi singolarmente nelle gabbie da cova da 55cm ai quali somministro pastoncino secco ed una miscela composta da: scagliola 75%, 12% canapina, 10% niger e 3% lino. Alle femmine, che mantengo in voliera fino ai primi di marzo, somministro un pastoncino semi-morbido ed una miscela di: 70% scagliola, 15% niger, 10% canapina, 3% perilla e 2% lino. Intorno al 19 di Marzo inserisco i nidi (interni). 
NCSH - Femmina argentata no cap  -2015

Come alimenti I tuoi uccelli?Quale tipo di pastoncino usi?  
Seguo molto l’andamento delle stagioni e quindi delle temperature. Cerco di bilanciare i semi in base alle varie fasi dell’allevamento: preparazione, cova ed allevamento, muta. Durante la cova somministro una miscela più proteica con l’aggiunta di avena decorticata e perilla. Per la muta, invece, al fine di favorire il ricambio delle piume somministro una miscela più ricca di grassi con l’aggiunta di girasole nano e ravizzone.
Come prepari i soggetti per le mostre? Somministri la Polygonum auberti??
Partendo dal presupposto che ogni razza necessiti di specifici accorgimenti per la preparazione alle mostre, considero la preparazione del lizard alle mostre un arduo e costante impegno giornaliero da parte dell’allevatore. E’ questo, a mio avviso, il motivo per il quale molti allevatori abbandonano la selezione del lizard a favore di altre razze di canarini. Sin dallo svezzamento, che avviene all’incirca al 28 giorno di vita, posiziono i novelli (numero massimo di 7) in voliere da 1 metro e somministro giornalmente pastoncino morbido (9% di grassi) con l’aggiunta di farina di mais, polygonum secca (a quella comune venduta nei negozi di ornitologia preferisco ampiamente quella preparata da me) e uovo sodo a giorni alterni. Per migliorare la qualità  e la lucentezza del piumaggio somministro giornalmente polygonum auberti fresca, cicoria, erba medica ed erba mazzolino. A 60gg (circa)  sposto i lizard in gabbia singola di 45cm per evitare il fenomeno della pica e posiziono i posatoi a circa 10 cm l’uno dall’altro. Successivamente (a fine muta) abituo i soggetti migliori alle mostre tenendoli per 4/5 giorni (a rotazione) nella gabbia da esposizione.

La Polygonum di Vicidomini

 Preferisci il giudizio a confronto o la scheda a punti?
Preferisco il giudizio a confronto, ma allo stesso tempo credo che una scheda di giudizio (redatta scrupolosamente) permetta ad un allevatore (specie se giovane) di capire in quali caratteristiche migliorare.

Come ossidi i tuoi lizard?
L’obiettivo che accomuna tutti gli allevatori di lizard è l’ottenimento di una buona ossidazione che permetta ad un soggetto di diventare eccellente. Questo obiettivo può essere, a mio avviso, raggiunto attraverso un mix di: genetica (selezionando soggetti che hanno alla base una forte carica di eumelanina nera), alimentazione ed esposizione (non diretta) alla luce solare. Oltre alla polygonum auberti, fornisco alghe marine, che con elevati contenuti di calcio, potassio, magnesio e iodio permettono non solo di favorire una buona espressione del nero, ma di proteggere i soggetti da infezioni intestinali. Non espongo mai i lizard novelli alla luce diretta, preferisco tenerli in un locale fresco ed allo stesso tempo illuminato in modo da garantire un’ossidazione omogenea e duratura.

Usi colorante giallo?
Sono estremamente contrario ad ogni tipo di colorante. Credo che con la selezione ed un’alimentazione naturale si possa ottenere comunque un ottimo colore di fondo.
Come è fatta la tua stanza di allevamento e quando è grande? Hai una foto?
La mia stanza di allevamento è di circa 5 metri quadrati, caratterizzata da un’ampia finestra centrale che garantisce un’ampia illuminazione.

La stanza dove alleva Vicidomini

Quale caratteristica deve avere la coppia ideale??
Non credo esista una coppia ideale, in quanto l’accoppiamento di ottimi soggetti non sempre garantisce una prole di alto livello. Personalmente seguo molto: la genetica (ogni anno annoto su un registro le caratteristiche dei vari soggetti), la conformazione della piuma, la forma e le zampe (indicative della struttura scheletrica) di ogni soggetto. Successivamente cerco di far conciliare a tali caratteristiche la calotta, evitando di accoppiare soggetti con calotta debordante.
Cosa pensi della taglia e della forma del lizard?
Come accennato in precedenza le considero due componenti fondamentali per la selezione e la creazione di un proprio ceppo di soggetti. In Italia, però, ultimamente si tende ad esagerare in merito alla taglia ed alla forma del lizard tralasciando altre caratteristiche quali  l’ossidazione.
Come deve essere il tuo lizard ideale?Cosa pensi della calotta del lizard?
Anche se lo standard prevede un lizard con calotta netta, preferisco il fascino e la bellezza dei senza calotta. Credo che un senza calotta argento o dorato ben disegnato su dorso, petto e testa sia qualcosa di eccezionale ed unico. Considero la calotta del lizard un vero e proprio mistero. Mi è capitato, infatti, di accoppiare  due soggetti senza calotta ed ottenere nidiate composte interamente da  soggetti con calotta netta.  
Accoppi un maschio ad una femmina o passi un maschio con più femmine?
Preferisco la coppia fissa, anche se quest’anno utilizzerò per la prima volta un maschio per due femmine.
L’alimentazione  colorante in Gran Bretagna è diventato in questo periodo  un argomento molto dibattuto, io so che in Europa molti espongono i lizard alle mostre senza colorarli in rosso, e tu?
Non utilizzo nessun tipo di colorante. In merito credo si debba abolire la colorazione artificiale sia gialla che rossa. Non riesco a trovare niente di bello in un lizard colorato di rosso.
Secondo gli inglesi  l’alimentazione colorante rossa evidenzia di più le scaglie. Quale è la tua opinione?
Magari hanno ragione, personalmente avrei difficoltà a selezionare un lizard solo sulla base delle scaglie o delle rowings. Il colorante rosso maschera il vero colore di fondo del lizard, che è per me un fattore indispensabile per la selezione.

Tu allevi lizard blu? E qual è la tua opinione sull’obbiezione  del Regno Unito di non riconoscerli?
In allevamento ho una sola femmina di lizard blu che accoppierò con un maschio argento. Faccio attenzione a non incrociare le linee di sangue, perché ritengo che il lizard blu inquini la purezza dello standard del lizard. Spero che questo modo di fare, peraltro condiviso da molti allevatori che magari non si espongono come me, venga presto abolito da un fondamento scientifico così da portare gli organismi competenti al riconoscimento del lizard blu.
Quali sono stati i tuoi principali successi alle mostre??
Ho vinto 6 titoli di Campione regionale Campano, varie mostre ornitologiche ed internazionali sia nella categoria singoli che stamm. I principali successi li ho ottenuti all’internazionale di Reggio Emilia 2014: best lizard singolo dorato mezza calotta 94 punti e best stamm senza calotta dorato 371 punti ed al Campionato Italiano di Pesaro 2015: primo posto singolo lizard argento 94 punti e due secondi posti con stamm argento e dorato.
Quali allevatori pensi siano stati i più rappresentativi per i lizard in Italia?
Sicuramente Domenico Mungiguerra, Fabio Macchioni e Giorgio Massarutto per i risultati conseguiti sia in ambito nazionale che internazionale, e il dott. Angelo Citro per l’impegno e la passione profusa durante la sua presidenza del Lizard Canary Club Italiano.
Cosa pensi del L.C.C.I.?
Ho fatto parte del L.C.C.I. per vari anni, dall’anno scorso ho deciso di non iscrivermi più per incongruenza di pensiero con alcuni soci. 

Quali iniziative dovrebbe intraprendere per avere maggiore seguito?
 Secondo il mio modesto parere, il L.C.C.I. debba tralasciare l’organizzazione della mostra fine a se stessa , la mostra di Bologna ha perso più del 50 % degli ingabbi di Lizard, ma  contribuire alla conoscenza, alla tutela e alla conservazione della razza mediante riunioni tecniche, dibattiti e dimostrazioni divulgative. 



I miei ringraziamenti ad Angelo Citro  per aver condotto e tradotto l’intervista.
I miei ringraziamenti a Paolo Vicidomini per le foto.

mercoledì 14 settembre 2016

I Lizard (overyear) con più di un anno di Huw Evans



Part 8: over-year birds  


fine spangled sort

fine spangled sort



 http://finespangledsort.com/lizard-canary-basics-part-8-over-year-birds/

Che peccato che  il  povero canarino  lizard , una vittima della fugace bellezza della gioventù.  Da ottobre a luglio, il canarino lizard  è un vero dandy, squisitamente modellato, ben presentato, e poi. . . la gloria svanisce e la precisione è persa. . . diventa un canarino con più di un  anno , un canarino anziano! Nel corso di poche settimane esce dalla ribalta e scompare nel crepuscolo. Sembra così ingiusto - ma è vero?
Vedrete regolarmente commenti in articoli sul canarino Lizard sul tipo   i 'Lizard “ non ha un grande seguito perché è  un uccello che si può esporre solo per anno'. Penso che sia una sciocchezza, la bellezza transitoria del lizard  è parte del suo fascino; come una rosa, si deve apprezzare  mentre è in fiore. Questo è un bene anche per la  competizione.  Non importa quanto buono sia  un uccello che qualcuno possa avere allevato  un anno, ognuno inizia di nuovo per il prossimo . Noi non soffriamo l'effetto soffocante di un uccello eccellente che  arraffa  i premi per un certo numero di anni, come può accadere in alcuni rami del hobby.
La Gran Bretagna è uno dei pochi paesi che fornisce le classi per gli uccelli sopra l’anno. Le classi tendono ad essere piccole e poco interessanti, ma di tanto in tanto ti imbatti in un uccello eccezionale che può competere con i giovani. Si tratta di una grande sfida: non solo devono mantenere la qualità delle loro marcature, ma anche  il nero   delle loro ali e della coda. Mi viene in mente una coppia che ha vinto miglior Lizard alla Mostra All-lizards .  Possiamo dire  qualche cosa circa la qualità di questi uccelli che posso ancora visualizzare ora.
Il problema più evidente che i Lizard di oltre 1 anno   incontrano è la perdita di nero nelle penne delle ali e della coda. Queste non sono  cambiate durante la prima muta, ma esse crescono  per l'anno successivo  con  punte bianche che si stagliano contro le ali nero. Il grado di bianco varia: alcuni possono avere solo la minima traccia, altri un grande spruzzo. Alcuni uccelli diventano brizzolati; altri sviluppano una banda pallida attraverso le ali, o grigio alla radice della coda. Io sono molto diffidente  da questi uccelli. La maggior parte degli allevatori preferiscono vedere una minima perdita di nero perché indica  “qualità – tono “'  dell’allevamento, ma dobbiamo ricordare che la perdita di nero alle estremità delle piume di un Lizard  è una caratteristica intrinseca della razza; è il fattore che crea scaglie e rowings ben definiti. Le punte bianche possono essere poco attraente, ma non sono un difetto se mantenuto entro i limiti.

Il deterioramento negli uccelli con più anni non si limita alle ali  ed alla coda. C’è la tendenza ad  una generale riduzione nella chiarezza delle scaglie  e una riduzione della intensità delle rowings; la qualità delle  piume tende a diventare più grossolana; le zampe diventano più chiare (in particolare nelle femmine), ma i becchi diventano più scuri.
In estrema vecchiaia, si può  trovare  una significativa perdita di melanina in alcune piume; l'equivalente dei capelli grigi o bianchi nell'uomo. Che non ha alcun effetto sul valore genetico di un uccello, e un vecchio uccello potrà  ancora produrre buoni giovani se si tratta di un uccello geneticamente di grande  qualità. Keith Knighton ha prodotto il miglior lizard al National Exhibition del 1993 da una  femmina  che aveva sei anni.
Al fine di illustrare i cambiamenti nel fenotipo del lizard , ho selezionato una serie di fotografie che mostrano gli stessi individui come giovani e come over-year (con più di un anno ). 
Inizieremo con un maschio dorato calotta netta . È possibile vedere le punte bianche delle ali e della coda; la riduzione della chiarezza delle scaglie ; ed  è un poco gonfiato, come spesso accade negli over-year. Si sta bene  per un uccello che è ora nel suo quarto anno di vita.

CCGC 2012


CCGC 2015
  


Ecco un maschio argentato  di un anno di età. Egli ha conservato gran parte delle sue   qualità di uccello da esposizione , con ben poco deterioramento in tutto.


NCSC 2014

NCSC 2015



Ora, una femmina dorata calotta netta di un anno di età . Le sue scaglie  mostrano  poco deterioramento. Mostra la perdita tipica di melanina alle estremità alari, ma molto poco per le penne della coda.

CCGH 2015

CCGH 2014


Noi completiamo questa carrellata  con una femmina argentata calotta spezzata. Ha mantenuto le sue scaglie  abbastanza bene, e la perdita di nero nelle ali e nella  coda è scarsa. Sopra la media per un canarino Lizard ora nel suo terzo anno.

BCSH 2013

BCSH 2015



Infine mi piace ricordare che quando si tratta di lizard di  più anni, non si dovrebbe giudicare un uccello dal suo aspetto, ma per il suo valore per il tuo allevamento : il suo pedigree; le sue qualità quando era  nel suo primo anno di vita; il più importante di tutto , le sue prestazioni nella gabbia di allevamento. .Se è capace di allevare  buoni  lizard  va   considerato come un uccello overyear , ma come un uccello di ogni anno.
traduzione angelo citro


domenica 11 settembre 2016

Campionato Mondiale Ornitologia Cesena - Italia - WORLD SHOW 2018




FEDERAZIONE ORNICOLTORI ITALIANI Onlus


Campionato Mondiale - WORLD SHOW 2018
CESENA  - ITALIA 

Comunicato

Il Consiglio Direttivo Federale ha deliberato la tenuta del Campionato Mondiale 2018 in Cesena.
L’evento ornitologico si terrà presso i locali di Cesena Fiera siti in Cesena alla via Dismano n. 3845, località Pievesestina.
Il Calendario della manifestazione sarà comunicato all’esito della costituzione del Comitato Organizzatore che provvederà a sottoscrivere il contratto di concessione temporanea dei locali.


ANTIBIOTICI E ANTIBIOTICO RESISTENZA - ANIMALI DA ALLEVAMENTO.



La responsabilità della comparsa della farmaco resistenza è stata attribuita in gran parte ad un uso generalizzato degli antibiotici negli allevamenti zootecnici con lo scopo di prevenire la diffusione delle malattie infettive.
 Il pericolo maggiore è comunque legato alla diffusione nell’ambiente di microrganismi farmacoresistenti ed alla possibilità di contagio per le persone che vengono a trovarsi negli ambienti contaminati.

Data di pubblicazione MINSAN : ultimo aggiornamento 12 febbraio 2016

 

Uso responsabile degli antibiotici


 Nel settore degli animali da reddito, il corretto utilizzo degli antimicrobici, oltre a prevenire la presenza di residui negli alimenti, è indispensabile per garantire l’efficacia delle terapie e limitare l’insorgenza di germi resistenti
Anche il settore degli animali da compagnia gioca un ruolo importante nella riduzione e nella prevenzione della diffusione della resistenza.
L’opuscolo Uso corretto degli antibiotici negli animali da compagnia fornisce ai proprietari degli animali ed al veterinario curante informazioni utili sull’argomento.

 

 Il ruolo del veterinario curante

Il veterinario curante deve educare i proprietari degli animali alla corretta gestione degli stessi o del relativo sistema di allevamento al fine di prevenire le malattie comuni.
Deve, inoltre, assicurarsi che gli antimicrobici, così come gli altri farmaci, vengano utilizzati solo secondo prescrizione (dosaggio e durata), limitarne la somministrazione esclusivamente ad animali malati o a rischio concreto di ammalarsi e, possibilmente, solo dopo aver eseguito una diagnosi certa anche avvalendosi di idonee indagini di laboratorio.

E' importante che tutti  abbiano piena padronanza dei concetti basilari inerenti l’uso responsabile degli antimicrobici, che vengono brevemente sintetizzati nei seguenti concetti:
  • l’uso degli antimicrobici deve essere evitato laddove vi sia la possibilità di una terapia sostitutiva
  • gli antimicrobici non utilizzati in medicina umana dovrebbero essere quelli di prima scelta rispetto a molecole della stessa classe usate in medicina umana
  • l’antimicrobico deve essere scelto in base alla sensibilità della specie batterica bersaglio e somministrato a dosi e per le vie indicate nel foglietto illustrativo, come da autorizzazione all’immissione in commercio
  • la scelta del medicinale e della via di somministrazione dovrebbe essere basata su dati di laboratorio e sulle indicazioni fornite nel foglietto illustrativo, nonché supportata da eventuali ulteriori informazioni disponibili e aggiornate in relazione a farmacocinetica e farmacodinamica
  • vanno utilizzati sempre prodotti registrati per il trattamento della patologia specifica
  • la necessità dell’uso metafilattico degli antimicrobici dovrebbe essere attentamente valutata e limitata ai casi in cui l’evidenza indichi che l’animale/i sia/no a reale rischio di infezione e che tale tipo di utilizzo effettivamente possa ridurre la mortalità e/o morbilità nel gruppo
  • l’uso degli antimicrobici dovrebbe sempre basarsi sui risultati dell’antibiogramma o, qualora ciò non fosse possibile, la terapia deve basarsi su informazioni epidemiologiche locali (acquisite a livello regionale o di singola azienda) sulla sensibilità dei batteri target
  • antibiotici critici per la salute umana, quali le cefalosporine di 3° e 4° generazione e i (fluoro)chinoloni dovrebbero essere utilizzati solo in base ai risultati dell’antibiogramma e soltanto in situazioni che hanno risposto negativamente o si pensa possano non rispondere a terapia con altri antimicrobici. In relazione al possibile impatto sullo sviluppo di resistenza in patogeni rilevanti per la salute pubblica, l’uso in deroga delle cefalosporine nelle specie da   reddito va evitato
  • va usato sempre l’antimicrobico a spettro più stretto e con la più alta efficacia in vitro nei confronti della specifica specie batterica per minimizzare l’esposizione di popolazioni batteriche non target all’antimicrobico
  • è necessario monitorare periodicamente la sensibilità in vitro e la risposta terapeutica, specialmente per la terapia di routine
  • l’uso locale dell’antimicrobico deve essere generalmente preferito a quello sistemico, salvo per i prodotti con questa indicazione specifica
  • il trattamento di casi cronici dovrebbe essere evitato, qualora si prevedano scarse possibilità di successo
  • gli antimicrobici con efficacia specifica nei confronti degli MRSA (Methicillin-Resistant Staphylococcus Aureus) non devono essere utilizzati in ambito veterinario. Inoltre, Poiché per tali sostanze non sono stati stabiliti MRL, ciò ne preclude qualsiasi possibilità di utilizzo negli animali da reddito. i protocolli chirurgici dovrebbero enfatizzare l’utilizzo di rigide procedure di asepsi in luogo della profilassi medica basata sull’impiego degli antimicrobici. Resistant Staphylococcus Aureus) è un qualsiasi ceppo di Staphylococcus aureus che si è evoluto sviluppando una resistenza agli antibiotici beta-lattamici, che comprendono le penicilline (meticillina, dicloxacillina, nafcillina, oxacillina, ecc.) e le cefalosporine (eccetto la recente ceftarolina). Le manifestazioni cliniche sono le stesse dello Staphylococcus aureus sensibile, le più diffuse sono: infezione di cute e tessuti molli, endocardite, polmonite, sepsi e sindrome da shock tossico.
  • gli antimicrobici devono essere usati conformemente alle indicazioni e posologie autorizzate
  • la combinazione empirica di farmaci diversi ed in particolare dei “cocktail di antimicrobici” dovrebbe essere evitata
  • l’uso di antimicrobici quando non è necessario va evitato (infezioni virali, infezioni auto-limitanti)
  • l’eventuale mancata risposta clinica a un trattamento terapeutico deve essere immediatamente comunicata all’Autorità Competente, secondo quanto prescritto dalla normativa , ma potrebbe essere che il farmaco è inadeguato e la patologia è una altra

Adempimenti per i proprietari degli animali e per gli allevatori

I  proprietari degli animali da affezione o da reddito devono essere consapevoli che spesso bastano pochi e semplici accorgimenti finalizzati al miglioramento delle condizioni ambientali, nutrizionali e igienico-sanitarie degli animali assistiti per garantire loro le condizioni fisiche e il benessere necessari allo sviluppo di una solida immunità che li protegga dagli agenti patogeni provenienti dall’ambiente esterno. Questo permetterà di ridurre quanto più possibile l’uso degli antimicrobici e dei farmaci in genere. Anche nel caso in cui l’impiego di prodotti antimicrobici si renda necessario è importante che chi ha in custodia l’animale sia adeguatamente informato sulla corretta gestione della terapia prescritta dal veterinario curante.
I concetti sopra richiamati possono essere schematicamente tradotti nelle seguenti pratiche di carattere generale:
  1. prevenire le malattie comuni con sistemi di allevamento adeguati finalizzati a garantire
    • idonee condizioni igienico sanitarie
    • alta qualità dei mangimi
    • protezione dagli agenti atmosferici
    • attuazione di idonee misure di biosicurezza
    • utilizzo di vaccini
    • esami clinici regolari
    • controllo dei parassiti
  2. collaborare attivamente con il veterinario curante/aziendale per individuare le opzioni terapeutiche migliori
  3. utilizzare gli antimicrobici e gli altri farmaci solo come prescritto
  4. stoccare adeguatamente gli antimicrobici e gli altri farmaci ed eliminare i farmaci scaduti o inutilizzati secondo le indicazioni del foglietto illustrativo/etichette o il parere di un veterinario
  5. utilizzare i farmaci in modo da minimizzare la contaminazione ambientale
  6. registrare i trattamenti  nel registro di allevamento
  7. avvisare tempestivamente il veterinario curante in caso di mancata risposta clinica a un trattamento terapeutico.


Antibiotici e animali da affezione.
I  cani, gatti, canarini, conigli ecc., sono suscettibili di malattie infettive come tutti noi e per curarli debbono essere trattati con farmaci antimicrobici. E’ un grave errore somministrare dei farmaci ad uso umano. Si corre il rischio di aggravare le malattie e di accrescere il pericolo della farmacoresistenza. In questi casi il danno può esserci anche per le persone che vivono a contatto con gli animali che potrebbero contrarre microrganismi patogeni farmacoresistenti ed incorrere  a malattie non facilmente curabili.

Cosa fare.
Le sostanze antimicrobiche sono delle formidabili armi per combattere le malattie infettive. Per mantenere inalterata la loro efficacia è assolutamente necessario evitare degli abusi o degli usi sbagliati seguendo in modo rigoroso le indicazioni che i medici e i veterinari forniscono per la terapia delle malattie infettive umane ed animali.
Va sottolineato che i farmaci antimicrobici possono essere acquistati in farmacia soltanto con una prescrizione medica o veterinaria. Bisogna fare molta attenzione ad eventuali offerte su internet che possono non dare le garanzie fornite dalle specialità medicinali registrate.

Va infine ribadito che la cura delle malattie infettive umane ed animali con il sistema “fai da te” può essere molto pericoloso per se stessi ed anche per chi ci sta vicino. (Agostino Macrì)